Mafia e chiesa, ancora un altro "inchino" ma il vescovo non ci sta

Mafia e chiesa, ancora un altro “inchino” ma il vescovo non ci sta

corleone

 

(foto tratta da Rainews.it)

Mafia e chiesa. Ci risiamo. E questa volta accade in quel paese siciliano tanto conosciuto al mondo a causa dei vari Navarra, Leggio, Provenzano, Riina. Già, Riina. E forse non è un caso che dopo l'”inchino” della Rai e di Vespa al figlio del capo dei capi, ora leggiamo dell'”inchino” della statua di San Giovanni Evangelista davanti casa di Ninetta Bagarella. Maggiori dettagli li trovate qui e qui ma sappiamo che il commissario di polizia e il maresciallo dei carabinieri, che erano presenti, hanno subito lasciato la processione e inviato una relazione alla procura distrettuale antimafia.

La devotissima famiglia Riina ha sempre goduto di particolari privilegi da parte di alcuni uomini di chiesa. Dal matrimonio tra la Bagarella e il latitante “Totò” Riina, celebrato in gran segreto da tre parroci (tra cui Agostino Coppola), alla raccolta firme promossa da Catarinicchia, oggi vescovo emerito di Mazara del Vallo, per protestare contro il presunto accanimento giudiziario nei suoi confronti (la Bagarella era stata proposta per il soggiorno obbligato dopo essere stata licenziata dalla scuola in cui insegnava). A distanza di qualche anno il parroco è intervenuto dicendo: “mai e poi mai ho raccolto o promosso raccolte di firme”.

Ma torniamo ai fatti recenti che hanno coinvolto la confraternita di San Giovanni Evangelista. Duro il commento del vescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi: “Su episodi come questi non transigo. Ho già nominato una commissione d’inchiesta, sono in attesa di una relazione. Intanto, ho proposto al questore di Palermo di stilare un protocollo d’intesa, per prevenire altri episodi: propongo che d’ora in poi anche le soste delle processioni siano concordate con le forze dell’ordine, per evitare spiacevoli sorprese”. Lo stesso aveva promulgato un decreto per impedire a. Il provvedimento era stato reso necessario dopo i fatti che hanno coinvolto la Confraternita delle Anime Sante di piazza Ingastone, a Palermo, e l’arresto del suo superiore (ne avevamo parlato  qui).

Evidentemente questi provvedimenti non bastano più. Serve di più, la Chiesa deve fare di più. E per ogni “inchino” che ci viene raccontato chissà di quanti altri non ne abbiamo avuto e non ne avremo notizia…

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